Lips

giovedì 2 settembre 2010

Lo sguardo che uccide - fan fiction su Naruto

<<Hitachi! Hitachi è tornato!>>. Questo grido entrò nella camera dalla finestra. Sembrava che Hitachi avesse aspettato apposta quel momento, che avesse aspettato che suo fratello recuperasse le forze, pronto ad affrontarlo di nuovo.
Anche lui aveva aspettato quelle grida nella strada, quella era la sua seconda occasione e si era promesso di non sprecarla come la prima: avrebbe ottenuto la sua vendetta.
Le grida si moltiplicarono tra le vie della città e raggiunsero ogni singola casa. Il ritorno di Hitachi poteva nascondere un attacco al villaggio da parte dell’A.L.B.A., quindi era necessario tenere gli occhi aperti.
La breve la notizia entrò anche nella camera di Sakura: il sangue le si ghiacciò nelle vene.
Passò via per la strada: doveva assolutamente fermarlo; troppe volte aveva rischiato di perderlo per lasciarlo andare.
Sasuke correva verso il torrente, dove si diceva che fosse comparso il fratello, con un odio nel cuore che aumentava ad ogni passo. Lui rincorreva la sua vendetta e Sakura rincorreva lui.
Hitachi era lì, in piedi sul torrente, ad aspettare e non appena Sasuke lo vide saltò giù dal ponte.
Toccata l’acqua, i suoi occhi, come quelli del fratello, erano cambiati: erano diventati rossi per usare lo sharingan. Quello non sarebbe stato un combattimento come gli altri: nessuno si sarebbe mosso, nessuno avrebbe richiamato delle tecniche, forse nessuno avrebbe neppure parlato…
…si sarebbero soltanto guardati a morte.
Gli sguardi s’incrociarono e tutto ebbe inizio; la tecnica della luna insanguinata avrebbe decretato un unico vincitore, si trattava di vedere chi crollava per primo.
Sakura gli aveva raggiunti e si lanciava anche lei nel torrente. Come loro, usò il chakra e rimase quindi in ginocchio sul pelo dell’acqua. Sembrava che neanche se ne fossero accorti, nonostante lei si fosse fermata proprio accanto a Sasuke. Fece per alzarsi in piedi e, come calamitati, i suoi occhi ricaddero su quelli di Hitachi là, pochi metri avanti. Fu subito catturata da quel mondo parallelo dell’illusione: la luna era rossa, il cielo, le nuvole scorrevano veloci, i ricordi più terribili pulsano nella mente, e poi… il dolore…
<<Aaahaah!>>.
L’urlo di Sakura riportò Sasuke alla realtà, scosso da un brivido.
Era ancora in tempo: afferrò la ragazza e la portò sulla riva scoscesa del fiume. Sarebbe bastato un attimo in più e Sakura sarebbe rimasta vittima di quella terribile luna.
Sasuke era fermo su un fianco di Sakura e le teneva ancora un braccio attorno alla vita. Avendo lo sharingan pronto all’attacco, restava con il volto di lato a quello di lei perché non lo guardasse negli occhi.
Sakura non aveva ben chiaro quello che era successo, ma stargli così vicino la imbarazzava e voleva spostarsi, ma lui avvicinò un po’ la bocca all’orecchio della ragazza:
<<Non guardarmi>> quelle parole pungevano, come spine, il cuore di Sakura <<non guardare né me né mio fratello>>.
Sasuke si staccò bruscamente da lei e riprese il combattimento mortale con Hitachi, che adesso gli rivolgeva la parola:
<<Ma guarda... teniamo molto a qualcuno, eh?>>.
<<Non fraintendere, l’ho fatto solo perché nessuno s’intromettesse. Questo scontro riguarda solo noi due, Hitachi… Questa è la MIA vendetta!>>
Dunque la lotta silenziosa si fece più intensa di prima.
Intanto nel boschetto che alle spalle di Hitachi costeggiava il fiume, un’ombra si muoveva osservando silenziosamente la scena.
Sakura era rimasta sulla riva sconvolta da quelle parole che ora le risuonavano in testa come un eco. Benché ne avesse compreso il motivo, non poteva fare a meno di sentirle come una ferita e immersa in questi pensieri era scivolata fino alla base di cemento che arginava l’acqua. Alle orecchie le arrivò un sussulto e poi un grido, con suo grande sollievo si accorse che non era la voce di Sasuke.
Hitachi stava cedendo alla tecnica del fratello e ora era in ginocchio sofferente.
L’ombra nella foresta sembrava esserne accorta e uscì allo scoperto impugnando due stelle ninja. Era uno dei ninja traditori: un graffio segnava longitudinalmente il suo coprifronte.
Il ninja sconosciuto saltò e scagliò le stelline che puntavano dritte agli occhi di Sasuke. Sakura si lanciò d’istinto di fronte al ragazzo. I loro visi passarono vicinissimi l’uno di fronte all’altro e Sasuke notò che teneva gli occhi chiusi e in un attimo spostò lo sguardo sulle due stelle che si fermarono con una punta completamente infilata nel braccio sinistro di lei.
Il ninja traditore imprecava contro la ragazza e ancora a mezz’aria le lanciò contro un kunai per colpirla nella schiena. Sasuke saltò via stringendo forte Sakura, ma il kunai riuscì a colpirla nella coscia. I due ragazzi atterrarono sulla riva.
Hitachi stava ora rimproverando l’altro ninja perché si era intromesso, poi scomparvero entrambi senza lasciare altra traccia che quelle ferite sul corpo di Sakura. La vendetta fu così rimandata un'altra volta.

Sakura si staccò da Sasuke restando in ginocchio: portava così la mano destra al braccio ferito e strappava contemporaneamente le due stelline lasciandole cadere a terra. Quindi con la mano sinistra ancora tremante sfilò anche il kunai che cadde con la punta insanguinata rivolta verso l’acqua corrente. Solo allora Sasuke prese realmente coscienza di quello che era accaduto e la prese per il braccio, ritraendo poi la mano sporcata di sangue.
Aiutò Sakura a lavare via il sangue dal braccio e dopo glielo fasciò con una delle bende che teneva sempre intorno alla gamba. Lei intanto silenziosa si lasciava guidare senza mai guardarlo in viso: ora Sasuke le arrotolava un po’ i pantaloncini per scoprire la ferita della gamba. Una volta fasciata anche quella Sasuke si alzò in piedi prendendo Sakura in braccio.
Incominciò a correre stringendola perché non cadesse e poi, saltando trai tetti di Konoa, arrivò alla dimora di Tsunade, che come ben sapete oltre ad essere l’okage è anche una ninja medico.
Affidata la ragazza alle sue cure, Sasuke sparì senza una parola.
...
<<Spero per te che stia bene!>> gridava Naruto mentre trascinava Sasuke alla casa di Sakura il mattino seguente. Aprì così la porta con gran fracasso gettandosi sull’inerme Sakura che era ancora a letto. Avendo sentito rumore si era messa a sedere, ma Naruto l’aveva subito ributtata giù.
<<Ma cosa fai? Cretino!>>.
<<Allora stai bene!>>.
<<Certo!>>.
<<Sei sicura? Sai ti avevo portato dei ramen… ma se stai bene la mangio io!>>.
<<Cafone!>>.
<<Naruto!>>, il maestro Kakashi era entrato nella stanza in quel momento, <<Non ti sembra di fare troppo baccano!? Come stai Sakura?>>.
<<Bene, grazie maestro>>.
<<Sentito Naruto? Possiamo anche andare>>.
<<Maestro…aaahi!>> Kakashi aveva preso Naruto per un orecchio e lo obbligava ad uscire. Sasuke era rimasto sulla soglia per tutto questo tempo e faceva per seguirli
<<Aspetta!>> disse Sakura un attimo prima che uscisse, senza però sapere come motivare quello che aveva detto.
Lui restò immobile un attimo per poi risolversi ad andare a sedersi sul letto: ora scrutava il motivo delle mattonelle, mentre Sakura sembrava contare le pieghe delle lenzuola.
<<Senti>> dissero insieme spezzando il silenzio e alzando il capo per vedere l’altro, non aspettandosi di essere osservato a sua volta.
Sakura abbassò rapidamente lo sguardo tornando a contare le pieghe che stavano per finire.
Cercando di spezzare quel silenzio imbarazzante, non avevano fatto altro che aumentarlo.
Sasuke prese coraggio e lasciò che quella benedetta parola gli uscisse di bocca:<<Grazie>>.
Sakura sussultò: l’aveva ringraziata… Sasuke-kun l’aveva ringraziata!... Ma adesso toccava a lei a parlare e ormai aveva contato le ultime 27 pieghe rimaste.
<<Figurati…>> riuscì a sussurrare. Sentiva quegli occhi terribili sopra di sé: come osare incrociarli?... quelle parole…
…“Non guardarmi”.
Sasuke si avvicinò alla ragazza: il cuore di Sakura andava a mille.
Lui le prese il mento obbligandola ad alzare lo sguardo… lei era pietrificata e incredula, ma in quel caos raccolse con l’animo ciò che lui aveva detto: <<Guardami>>.

FINE

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